Olio d'oliva: tra storia, tradizione e mito - Parte seconda -
Olio d'oliva: tra storia, tradizione e mito - Parte seconda -

L’olivo domestico deriva da quello selvatico, detto Oleastro, presente, anticamente, nei luoghi rupestri dell’Asia Minore e precisamente in Siria. Alcuni ritengono che, poi, si diffuse in Grecia e fu proprio lì che ebbe inizio la coltivazione dell’olivo domestico e il suo utilizzo. Ne sono prova il ritrovamento di numerose anfore destinate alla conservazione dell’olio e anche di lampade, presse, silos di stoccaggio che testimoniano una vera e propria civiltà dell’olivo.

Le olive venivano raccolte a mano, frantumate nel mortaio e la pasta ottenuta era posta in sacchi per essere spremuta. L’olio così ottenuto aveva diversi impieghi. Veniva usato come offerta agli idei e soprattutto come componente per balsami ed unguenti.
Questo uso, poi,  passò dalla Grecia nelle zone della Magna Grecia, in Italia.
Furono, però, i Romani che parteciparono alla diffusione della coltivazione dell’olivo in tutta Italia e in tutti i territori dell’Impero, facendone un uso straordinario. Veniva utilizzato per le sue proprietà curative dagli atleti contro crampi e stiramenti muscolari , nei banchetti e divenne base per la composizione dei profumi per uomini e donne.

Dopo la caduta dell’impero Romano d’occidente, la produzione e la commercializzazione dell’olio d’oliva subirono una battuta d’arresto per poi riprendersi dopo l’anno 1000 ad opera di alcuni ordini monastici religiosi che persuadevano i contadini a non abbandonare le terre ma a dedicarsi alla coltura redditizia dell’olivo. A questo periodo si deve la costruzione dei primi frantoi molto simili a quelli costruiti in età moderna.

Oggi, l’olio extravergine d’oliva viene prodotto in tutta Italia e tra i produttori leader spicca la Puglia, che contribuisce a un terzo di tutta la produzione d’olio d’oliva della penisola.
L’ulivo ancora oggi non ha perso il suo fascino sacrale  così frammisto a storia , tradizione e cultura tanto da continuare ad essere omaggiato quale oggetto di studi e di attenzione persino poetica . Concludo , quindi,  questo breve excursus  con la poesia di Pablo Neruda, tratta da “Ode all’olio”:

 
“……
Non soltanto il vino canta,
anche l’olio canta,
vive in noi con la sua luce matura
e tra i beni della terra
io seleziono,
olio,
la tua inesauribile pace,
la tua essenza verde,
il tuo ricolmo tesoro che discende
dalle sorgenti dell’ulivo.”
 

 

 


Fonti:
 
https://www.schirinzi.it/olio-e-dintorni/storia-ulivo-mito-e-leggenda/
http://www.reportageonline.it/la-leggenda-dellulivo-il-sacro-albero-del-mediterraneo/
https://it.wikipedia.org/wiki/Olea_europaea#Cultivar
http://xoomer.virgilio.it/mimmocorrado/etwinning/OriginiUlivo.htm
http://www.storiain.net/storia/loro-del-mediterraneo/
https://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/minisiti/alimentazione/sezioni/origini/articoli/olio.html
http://www.agrolio.com/storia.aspx